lunedì 8 aprile 2013

un biscOTTO speciale

Oggi, OTTO aprile, vi vorrei parlare di una persona speciale..

foto web


Quando si cambia casa
è sempre bello conoscere i nuovi vicini.
Spesso sono gentili, rumorosi, fastidiosi, ospitali...
ce ne sono di tutti i tipi...
ma uno così, giuro, non l'avevo mai avuto!
Si fa chiamare Otto,
ma noi, con rispetto, lo chiamiamo Sig. Ottone,
anche se non è proprio il tipo da grandi cerimonie.


E' stato il primo a darci il benvenuto, ancora prima che traslocassimo.
E' un po' il portiere del palazzo,
un simpatico vecchietto un po' sordo
che si occupa di avvisare gli inquilini di ogni nuovo arrivo.
Ovvio...la mancia è obbligatoria, ma dopotutto
uno non lavora mica gratis..
se poi gli porti un piattino di canestrelli,
allora sei sicuro di farti un amico per la vita.
A Keira piace molto,
anche perchè qualche canestrello
regolarmente finisce anche nella sua boccaccia ingorda...
Eccolo qui:
*********




Questo bel pelosone
dall'aria alegra e tontolona,
non ce l'ha un padrone.
Lui  è di tutto il condominio,
quindi un po' anche nostro..
Come ogni cane da caccia è stato preso da qualche cacciatore,
ma pare che la sua indole tenerona, o il suo fiuto non eccellente,
non andassero bene...
Si è rirovato presto in canile
ed è stato adottato da una famiglia che abitava nel nostro complesso.
Non so esattamente cosa passi nella testa delle persone,
fatto stà che quando questa famiglia si è trasferita,
ha pensato evidentemente che il cane non valesse un ulteriore viaggio...
e lui è rimasto da solo nel suo giardino.
Per un anno.
L'intero condominio si è diviso tra passeggiate in ogni momento libero,
spuntini, pappe...e qualche vizietto di tanto in tanto.
Ora l'appartamento di Otto è stato affittato,
e penso che lui fosse stato inserito nel contratto d'affitto...
Lui continua a stare nel suo giardino.
Lui è cane di tutti quelli che hanno qualche minuto da dedicargli...

Piccolo Otto, sordo come una campana,
con i merli che gli svolazzano intorno alla ciotola
a rubargli le crocchette
perché lui è troppo buono per cacciarli.
Lui, che se non hai un biscotto,
almeno una carezza la vuole...
Questi li ho fatti per lui
(e sì, un po' anche per Keira
che è gelosissima!!!),
perchè quando alla mattina esco di casa
e lo vedo lì appostato,
con le orecchie che gli tremano dall'emozione
(giuro! lo fanno davvero!!!)
non posso non passargli un dolcetto..

Non so da dove venga la ricetta...me l'ero segnata un sacco di tempo fa, e comunque l'ho modificata un po'....
Somigliano molto ai Lemon Meltaways, ma sono leggermente più consistenti.
Io li ho fatti un po' grossi, perché volevo dei bei biscottoni grandi.
Sono molto semplici,
ma a volte si ha proprio voglia di questo,
di cose semplici...
Sono stati apprezzati anche dalla parte "umana" della famiglia!!!

Simil-canestrelli alla vaniglia
(per 20-25 biscotti)

  • 150g farina di riso (io Easyglut)
  • 150g fecola di patate (da prontuario AIC)
  • 150g burro
  • 2 uova grandi (servirà solo il tuorlo)
  • 70g zucchero a velo + un po' per la copertura esterna
  • estratto di vaniglia
  • una presa di sale
Far scaldare dell'acqua in un pentolino e, appena bolle, lessare le uova per 10 minuti.
Una volta pronte, far raffreddare un po' e con un coltello e un cucchiaino estrarre i tuorli.
Metterli in una ciotola e schiacciarli bene con una forchetta.
Aggiungere la farina, la fecola, il burro tagliato a pezzetti e lo zucchero a velo. Amalgamare velocemente con la punta delle dita (il composto rimarrà un po' sbricioloso, ma è giusto così).
Formare un rotolo con l'impasto e lasciarlo in freezer per 10 minuti (o in frigorifero per 20).
Una volta indurito tagliare il rotolo a fettine di circa 1 cm di spessore e disporle sulla teglia rivestita di carta forno.
Cuocere a 180° per circa 20 minuti (non devono dorarsi).
Lasciar raffreddare e rotolarli nella farina.

Con questi biscOTTI partecipo al contest di Mela's kitchen dedicato alla vaniglia:





venerdì 5 aprile 2013

Vellutata. What else?

Vento, pioggia, freddo, neve,
poi caldo, sole, ri-freddo, grandine,
e di nuovo ri-pioggia, caldo, nebbia.....
il tempo in questo periodo sembra una pallina rimbalzella
che non sta mai ferma
e non smette più di saltellare...

Sarà il tempo,
sarà l'abbuffata pasquale che si fa ancora sentire,
sarà il ricordo della vecchiettina malefica (!)...
ma la fame è notevolmente calata.
Anche la parte canina della famiglia è inappetente:
l'altro giorno mi sono sentita chiamare da un verdurofobo preoccupatissimo
- Keira non sta bene, bisogna portarla dal veterinario!! -
e io - Cos'ha?-
- Sto facendo merenda...E NON CERCA DI RUBARMI LA BANANA!!!! -
Oh beh...non è un bel segno..
soprattutto per un cane già magrissimo di costituzione,
ma conosco la mia polla...
Tiro fuori la scatola dei canestrelli,
il sogno proibito di qualunque cane,
e vedo che la golosità ha la meglio...
Dopo un paio di giorni di pappa lasciata lì,
e un paio di corsette a perdifiato nel parco,
la fame è tornata prepotente...
e anche l'amore per le banane...

Per riscaldare queste fredde serate
avevo voglia di qualcosa di caldo,
di coccoloso..,
ma di leggero...
così è nata questa vellutata,
una delle migliori che abbia mai fatto..
Adoro il sapore dello zafferano,
fosse per me lo metterei anche sul gelato
(anzi...bella idea...me la segno...),
e le chips di porro rendono tutto più croccantino e sfizioso...
Proprio buona, perfetta per riscaldarsi,
ma anche per coccolarsi.

Le dosi sono per 4 porzioni...
ma a me è bastata solo per 2 sere...
il bis era doveroso..
(alla faccia dell'inappetenza!!!)


Vellutata di zucchine allo zafferano con quenelle di ricotta e porri croccanti
(per 4 porzioni)


  • 2 zucchine
  • 1 porro
  • 1 grossa patata
  • 500 ml acqua
  • 150g circa di ottima ricotta (più o meno 5-6 cucchiai)
  • mezza bustina di zafferano
  • qualche cubetto di pancetta dolce (senza glutine)
  • 4 cucchiai di parmigiano
  • sale
  • pepe nero
  • mezzo cucchiaino di dado homemade (o mezzo cuore di brodo Knorr vegetale)
  • poca farina di riso
  • olio di semi (di soia per me)
  • olio Evo
Affettare finemente la parte bianca del porro e farla soffriggere con poco olio Evo e un po' d'acqua.
Unire le zucchine lavate e tagliate a tocchetti piccoli ed aggiungere l'acqua con il dado.
Lasciar bollire per 20 minuti.

Intanto pulire bene e affettare gli anelli verdi del porro (quelli all'estremità opposta della parte bianca). Passarli velocemente nella farina e friggerli nell'olio di semi per pochi secondi (bruciano subito). Scolarli e asciugarli bene con della carta assorbente.
Rosolare in un pentolino i cubetti di pancetta finchè non saranno ben colorati.

Trascorsi i 20 minuti di bollitura aggiungere 1 o 2 cucchiai di ricotta, lo zafferano (non omettetelo...da un profumo e un sapore celestiale!!) e i cubetti di pancetta rosolati.
Lasciar bollire ancora 5 minuti e poi fullare con il minipimer.
Regolare di sale e pepe.

In una ciotolina amalgamare velocemente 4 cucchiai di ricotta con il parmigiano, sale e pepe.
Utilizzando 2 cucchiai formare 4 quenelle.
Versare la vellutata nelle cocottine  e decorarle con le quenelle di ricotta e un po' di porri fritti.


mercoledì 3 aprile 2013

Vecchiette cattive e trecce riciclate

Pasqua. * *
A Natale si dice "siamo tutti più buoni",
si dirà anche a Pasqua?
No.
Ve lo dico io.
Non tutti.
LEI no.
LEI non lo è neanche a Natale,
neanche a Capodanno, Carnevale,
neanche all'Epifania,
LEI.
Oramai una presenza fissa della Pasqua.
Ai pranzi in famiglia,
al di là dell'enorme tavolata,
al di là degli stuzzichini
e di quella soffice ciambellona con le uova sode
che io ho solo potuto guardare,
al di là c'era LEI.
LEI,
così anziana e così piccina,
così sottile e fragile,
come un piccolo e delicato piatto di porcellana fine.
La pelle bianchissima e le gote rosse,
una voce flebile e pacata,
quasi un sussurro.
Non può non ricordare le nonnine delle fiabe,
quelle sempre buone e gentili con tutti,
quelle che preparano mantelline rosse per le nipoti...

Poi,
per caso,
qualcuno dei flebili sussurri di LEI giunge al tuo orecchio,
sussurri che parlano di arabi che bruciano all'inferno,
di campi rom che sarebbero da prendere a fucilate,
di stranieri da deportare...
Tu la guardi un po' stranita..
Avrò sentito male..
Avrò sicuramente frainteso...
Probabilmente è RadioNeoNazismo che ha intercettato per sbaglio le mie onde acustiche...
E invece LEI continua
con gli occhietti che si infervorano
per ogni "infedele" che muore nei suoi racconti...
Di contraddirla non se ne parla...

L'ovetto di Pasqua senza glutine
è andato giù un po' amaro...

Un po' amaro è stato anche il taglio della treccia,
sì, la famosa treccia,
quella che doveva segnare la mia rivincita...
Ebbene, all'ultimo sono stata un po' codarda,
e ho modificato l'impasto..
ho voluto andare un po' più sul sicuro..
Risultato?
Appena sfornata era bella, buona
e, dopo averne staccato un angolino,
ho potuto constatare che era anche soffice...
EVVAI!!!
La mattina dopo (l'avevo sfornata a mezzanotte)
la scarto dalla pellicola con cui l'avevo amorosamente avvolta
e...
secca e dura
come se avesse minimo un mese...
Ok, Treccia,
Trecciolina seccolosa,
per ora siamo 2 a 0 per te...
ma alla fine l'avrò vinta io!!!!

La ricetta della treccia non la metto...
a meno che qualcuno non sia interessato
ad una bella treccia di pane dolce
da mangiarsi alla svelta
prima che si secchi irrimediabilmente...
Tuttavia grazie alla santa Arabafelice
(che fra un po' mi citerà in giudizio
per tutte le ricette che le copio)
la treccia è diventata pudding....
Avvolte da una bella cremina e da zucchero di canna,
anche le stoppose fette di treccia fanno la loro figura!!!

n.b. la dimensione della teglia, o la quantità degli stampini monoporzione dipende da quanta treccia/pane/panettone/colomba avete da riciclare....



Pudding di treccia stopposa
(dell'Arabafelice)

  • 4 uova
  • 500 ml panna fresco
  • 500 ml latte fresco
  • 150 g zucchero
  • scorza grattuggiata di 1 arancia
  • 2/3 cucchiai zucchero di canna
  • fette di pane/panettone/colomba/treccia....

Scaldare in un pentolino la panna con il latte.
Una volta portati a bollore, spegnere il fuoco e aggiungere la scorza d'arancia.
In una ciotola sbattere le uova con lo zucchero.
Una volta ben amalgamati versare il composto nel pentolino con il latte e la panna.
Far cuocere a fuoco medio-basso per 5 minuti mescolando spesso. (non preoccuparsi se il composto risulterà un po' liquido)
Foderare una piccola teglia (o degli stampini monoporzione) con le fette di treccia (nel mio caso) tagliate a pezzettini piccoli. Versarvi sopra qualche mestolo di crema in modo da coprirli.
Ricoprire un altro strato di pezzettini di treccia e versarvi sopra altra abbondante crema.
Spolverizzare la supeficie con lo zucchero di canna.
Far cuocere in forno a bagnomaria per 35-40 minuti (per il mio forno 50..) a 160°.
Lasciar raffreddare completamente e...servire.


venerdì 29 marzo 2013

un piccolo augurio..



Sogno di una notte di mezz...marzo

Aria di feste?
no, direi di no..
aria di freddo,
quello sì...
Un weekend carico di tavolate,
colombe (chi può...io non può..),
cioccolato, e... parenti a vagonate.
Che ha un bel da dire il  proverbio
"Natale con i tuoi,
Pasqua con chi vuoi"...
Alla fine anche la Pasqua si passa in famiglia...

Io,
che sono una nota masochista,
come al solito preparerò piatti mai sperimentati,
perché per me le feste sono l'occasione per lanciarmi
e provare quelle ricette tanto fighe
che stazionano da un po' nella mia lista..
Poi,
come al solito,
mi ritroverò a fare pasticci,
a dover aggiustare il tiro in corso,
e rischierò di presentare
delle immonde schifezze...
Il verdurofobo ricorda ancora
il mio tentativo di "Torta di rose al limone",
uno dei primi dolci tentati con le farine gluten free...
Ora...io la ricetta l'avevo seguita,
ma il blocco di calcestruzzo
(a forma di gradevoli boccioli di rosa)
che ho tirato fuori dal forno,
non era proprio quello che mi aspettavo...
E l'avevo anche annunciata...
"Domani...porto la torta di rose,
fatta da me!!!"
Beh...il giorno ho imbastito un paio di muffin veloci
e ho finto con nonchalance
-Torta? quale? ..ma che belle scarpe....-
salvo poi sentire il verdurofobo commentare
- No...è che la torta è venuta 'na monnezza..-

Ora,
visto che ho già preannunciato
che io i casini me li vado a cercare,
quest'anno, invece di cimentarmi nella Colomba,
che come col panettone
mi spaventa il fatto di doverla far riposare a testa in giù...
(ma come??
con cosa??
e se la metto a testa in giù ancora calda
e mi si spatascia giù come una pera cotta???).
Invece della Colomba, dicevo,
ho deciso nottetempo
durante un sogno elaborato,
di riprovare un altro grande fallimento:
la treccia di pane dolce!!!
Avete presente qualche tempo fa,
quando tutti i seguaci dell'MTC challenge
proponevano splendidi e soffici
pani dello shabbat?
Beh io mi ero innamorata,
ne volevo fare uno a tutti i costi,
e mi sono lanciata...
Mi è venuto bellissimo
con tutte le mandorline a guarnizione,
ma duro e stopposo,
buono da inzuppare nel latte,
ma nient'altro...
E io guardavo gelosa quello dell'Arabafelice
che sembrava soffice come una nuvola...
Bene...nel mio sogno facevo proprio questa treccia,
ma usavo come base
la ricetta del pane salato che faccio ultimamente con la Mdp,
che è soffice soffice....
Mi sono svegliata e ho urlato
- Eureka!!!-...
no...non proprio..
ma l'ho pensato....
Quindi ho deciso,
TRECCIA DOLCE SIA!
Sto studiando al meglio la ricetta,
come modificare l'impasto,
che ripieno usare,
come renderla più "pasquale";
mi sto autoconvincendo
che la Mdp mi farà riuscire
là dove avevo fallito...
Riuscirò? Fallirò?
Chissà.....

Ma per stare sul sicuro,
preparerò anche questi bites di zucchine..
Già fatti e rifatti,
una garanzia,
anche perché sono dell'Arabafelice...
....che ve lo dico a fare???
A parte il verdurofobo
(che è verdurofobo
..e le cose verdi non le assaggia per principio),
sono piaciuti a tutti,
anche a mia sorella di 13 anni
che non è proprio un'appassionata di verdure..


Zucchini Bites  (dell'Arabafelice)
(per una teglia di 25 x 19 cm)
 
prima di essere tagliati in quadrotti
 
  • 5 uova
  • 120g di farina   (per me di riso Easyglut)
  • 110ml olio di semi   (per me di soia)
  • un cucchiaino e mezzo di lievito per torte salate   (io ho usato quello secco della Schar)
  • 120g formaggio grattuggiato   (io ho usato parmigiano, pecorino di grotta e un po' di Pratomagno rubato al Verdurofilo)
  • mezza cipollina   (per me 1 cipollotto)
  • 3 grosse zucchine
  • 1 carota
  • sale, pepe
Mescolare in una ciotola le uova con l'olio, la farina setacciata e il lievito. Amalgamare bene usando una frusta a mano.
Unire le zucchine e la carota grattuggiate, il cipollotto tritato ed il mix di formaggi grattuggiati.
Regolare di sale e pepe.
Versare in una teglia foderata di carta forno e infornare a 180° per 40-50 minuti (con il mio forno mongolino ce ne vogliono anche 70....  Gli ultimi 10 a forno ventilato) finchè sarà bello brunito in superficie.  ----> a me tanto brunito come quello dell'Araba non è venuto, ma quasi sicuramente è colpa di questo forno zuccone (a breve verrà ripristinato quello vecchio..).
Far raffreddare completamente e tagliare a quadrotti.

p.s.Se volete un consiglio preparatele il giorno prima: il giorno dopo sono ancora più buone!!!

p.p.s. purtroppo le foto dei bites tagliati a quadrotti mi sono venute scurissime...appena pronti li ri-fotografo e posto subito le foto...scusate!!!


mercoledì 27 marzo 2013

Un diavolo per pollo...anzi per dito..

Sono profondamente delusa da me stessa,
da quelle reazioni che ha il mio corpo
e che non riesco proprio a controllare...

E' successo anche ieri sera,
mi piacerebbe poter dire che stavo facendo qualcosa
di molto complicato,
che so...stavo sminuzzando a julienne tre tipi di ortaggi contemporaneamente,
o magari stavo preparando una complicatissima
(per me lo è!!)
tartare di carne...
e invece l'amara verità è che stavo...
staccando due hambuirger che per sbaglio avevo congelato insieme.
Quindi, sia chiaro,
la colpa è del burgerofilo!!!
Beh...diciamo che il coltello era particolarmente affilato,
io particolarmente maldestra...
e mi sono ritrovata un dito infilzato da parte a parte....
Dolore non molto forte all'inizio...
più che altro l'impressione...
E patatrac...
appena il tempo di tamponarlo con un pezzo di scottex
e sento la testa che gira
e quel fischio all'orecchio tipico..

Ebbene...lo ammetto:
sono una terribile fifona!!!
aghi, siringhe...coltelli....
il panico è sempre più forte di me
e mi ritrovo regolarmente sdraiata a zampe all'aria
cercando di non svenire....
..e cercando di nascondere l'umiliazione...

Come quando devo fare le analisi del sangue...
ebbene sì,
io sono una di quelle che deve farsi sdraiare,
altrimenti crolla giù...
Sono una di quelle che "non mi faccia vedere l'ago",
e che poi deve rimanere sdraiata per un po'
sotto lo sguardo di disapprovazione di signore anziane...

Ovviamente di andare a mettere i punti non se ne parla neanche...
un altro svenimento davanti all'infermiera dell'ospedale?!
no no...me lo tengo così...
garze, cerotti, disinfettante...

Mio marito ha commentato
"Per te da domani
solo coltelli con la punta arrotondata.."
ah ah ah
ma non c'ha tutti i torti....


Per evitare di trafiggere altri arti
meglio rimediare su un bel pollo,
magari comprando le coscette e le alette già tagliate
(non si sa mai...).
Cucinate alla diavola poi vengono croccanti, abbrustolite
e saporitissime.
Ed è anche facilissimo da fare,
basta far rosolare il pollo schiacciandolo sotto una grossa pentola piena d'acqua.
La ricetta è di Benedetta Parodi,
e, a parte qualche aggiustatina fatta ai tempi di cottura
e alla preparazione delle patate,
il risultato è davvero ottimo,
...anche Keira ha apprezzato!

Pollo alla diavola con patate alla paprika
(per 4 persone)

per il pollo
  • 4 coscette e 4 alette di pollo (si possono usare anche le sovracosce o addirittura un pollo intero)
  • sale, pepe
  • rosmarino
  • poco olio
per le patate:
  • 4 patate
  • 1 cucchiaino abbondante di paprika
  • mezzo cucchiaino aglio liofilizzato
  • rosmarino
  • 1 cucchiaio parmigiano grattuggiato
  • sale, pepe
  • olio Evo

Condire il pollo con sale e pepe.
Metterlo a rosolare in una padella capiente con poco olio caldo. Coprire il pollo con della carta forno e appoggiarvi sopra una grossa pentola piena d'acqua.
Rosolare a fuoco medio per 25-30 minuti finchè il pollo non sarà diventato bello rosso, quindi girarlo e rosolarlo per altri 20 minuti.

Nel frattempo preparare le patate:
Lavarle, pelarle e tagliarle a spicchi. Farle bollire per 5-6 minuti in acqua bollente, quindi scolarle e condirle con la paprika, l'aglio, sale, pepe, un filo d'olio, parmigiano e un po' di rosmarino tritato. Mescolare bene facendo attenzione a non spappolare le patate.
Foderare una teglia con della carta forno e disporre gli spicchi di patata e lasciar cuocere per 40-45 minuti a 190°.
Servire e....tenere lontano il cane...









lunedì 25 marzo 2013

In Pizza we trust

Ognuno ha i suoi gusti:
io la preferisco semplicissima,
secondo la mia amica Vale deve essere capricciosa,
mio padre sostiene che come la napoletana non ce n'è,
il verdurofobo tiene fede al suo soprannome e la vuole prosciuttosa...
di cosa parlo?
ma della pizza!!!
Soffice,croccante, alta, bassa, semplice, pasticciata..
è squisita in ogni sua variante,
e non credo esista qualcuno a cui non piaccia.

Quando ho scoperto di dover fare a meno del glutine,
ammetto che è stata la cosa che mi è mancata di più!
Adoro le verdure,
ma in pizzeria con gli amici
avrei volentieri scambiato la mia insalata grigliata
con una fettina di pizza filante...
Così ho iniziato la ricerca
di una pizzeria gluten free...
e che ci vuole?!
I cartelli "PIZZA SENZA GLUTINE"
ultimamente spuntano come funghetti...
salvo poi sentirsi dire
"Noi la pizza la facciamo senza glutine...
ma sullo stesso ripiano dove facciamo quella normale!!"
In genere la mia faccia tradisce un po' troppo
le parolacce che mi roteano nella testa..
Oppure mi è capitato che la proprietaria della pizzeria
mi dicesse in confidenza
"Si, la facciamo senza glutine...
ma una mia amica celiaca mi ha detto che fa pena...
Ma se vuole gliela porto lo stesso..."
Ehm...no grazie...mi è passata la fame...
Dopo molte frustrazioni e sguardi assassini
finalmente però ho trovato una pizzeria senza glutine soddisfacente,
dove finalmente la pizzata con gli amici
è davvero una pizzata!!
Ma giuro che non avrei mai pensato
che la pizza più buona
sarebbe uscita dal mio forno...

Complice un impasto per il pane nato per sbaglio
e che da allora è il mio preferito,
e qualche trucchetto di mia madre
(che a questo punto è un'esperta di pizze fatte in casa),
questa pizza è venuta uno spettacolo!!!
Giuro che si stupiscono tutti
quando dico che è senza glutine
(mio padre si rifiutava di crederlo...)
E' alta e soffice,
come una focaccia morbidissima,
ma crea seria dipendenza...

Unica cosa: è necessaria la macchina del pane.
Gli impasti senza glutine sono così appiccicosi
e così poco malleabili
che non è possibile ottenere lo stesso risultato a mano..
....o almeno...io non ci riesco...
ma io sono inganfita e non faccio testo...
La prima volta che ho provato a usarla per impastare
per sbaglio invece di "avvio" ho premuto "cottura veloce"...
...ma devo dire che ne è uscito un pane niente male!!
Per i condimenti fate voi...
per me la pizza è Margherita...

 
My Own Pizza (Gluten Free of course!)
(per una teglia da forno)

 
per l'impasto:
  • 600 g farine senza glutine (200g MixIt!, 200g Glutafin Select e 200g di Pandea o Nutri Sì)
  • 400 ml acqua
  • un panetto di lievito di birra (25 g)
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 2 cucchiaini di sale (...ma anche 2 e mezzo...)
  • 2 cucchiai di latte in polvere senza glutine (omettetelo se siete intolleranti)
  • 3 cucchiai di olio Evo
per condire :
  • una scatoletta di pomodori pelati
  • basilico
  • olio
  • 1 grossa mozzarella
  • origano come se piovesse
  • sale
  • pepe
  • acciughine (se vi piacciono)

Mettere l'acqua (tiepida) in un bicchierone (io uso quello del minipimer) e unire il cucchiaino di zucchero. Mescolare bene e sbriciolarvi dentro il panetto di lievito (io mi diverto tantissimo a farlo..) e mescolare bene. Io in genere aggiungo anche un cucchiaino di farina per controllare che il lievito reagisca nel modo giusto (dovrebbe fare piccole bolle e avvicinandolo all'orecchio dovreste sentire un lieve ronzio..).
Versare l'acqua con il lievito nella MdP ed aggiungere uno alla volta gli altri ingredienti per la pasta, tenendo per ultimo il sale (io lo aggiungo dopo che la MdP è già entrata in funzione).
Attivare un programma di impasto e lievitazione senza cottura (durerà più o meno un'oretta e mezza...o poco di più...)

Una volta terminato il programma la pasta dovrà essere molto lievitata.

Stenderla con le mani bagnate su una teglia ricoperta di carta forno finché non l'avrà riempita.
Lasciar riposare ancora 10 minuti e poi accendere il forno a 200° ventilato.
Condire la pizza a vostro piacimento con salsa, mozzarella, origano....e tutto quello che vi piace...
(Per la salsa io frullo insieme nel mixer i pelati con olio, sale, 2 acciughine e basilico.)

Quando il forno sarà in temperatura inserire la teglia nel ripiano più basso che avete e lasciar cuocere (sempre ventilato) per 5-10 minuti (controllate alzandone un angolino con la forchetta che sotto non sia più cruda).
Finite di cuocerla in uno dei ripiani più alti (5-10 minuti), finché la mozzarella non sarà ben sciolta e un po' brunita.
Sfornare e...assaggiare!!!